lunedì 17 gennaio 2011

David di Donatello


In questo primo post specifico ho intenzione di commentare un'opera da me molto apprezzata: il David di Donatello.

L'arte rinascimentale, a mio parere, merita di essere apprezzata tanto quanto le avanguardie artistiche più recenti, le quali propongono valori espressi in maniera intrinseca piuttosto che esplicitamente offerte come nel caso del Rinascimento.

Io personalmente, essendo una grande ammiratrice della riproduzione quanto più fedele alla realtà, non posso che prediligere la cura per i dettagli (in questo caso) quattrocentesca, anziché i colpi di pennello decisi e istintivi che caratterizzano le correnti artistiche del secolo scorso.

Ma torniamo a noi.

Il David di Donatello, come si può palesemente notare, si distingue totalmente David di Michelangelo.

Difatti mentre il David di Michelangelo possiede una fisicità più adulta ed un espressione più fiera e superiore, il David di Donatello (spesso identificato con Ermes), è più giovane ed infantile, l'espressione è pensierosa, quasi come se non si fosse ancora reso di conto di aver compiuto il gesto di uccidere il gigante Golia (anche questo spesso identificato con Argo). Comune ad entrambe è, invece, il nudo decisamente classico. Di gusto classico è anche la posa della suddetta statua, che ricorda vagamente il chiasmo dei Bronzi di Riace. L'aspetto del soggetto ha sempre richiamato la mia attenzione: dolce, armonioso e flessuoso, in contrasto con l'inquietudine del volto.

La luce, inoltre, ricade dolcemente sulle membra, creando delle ombre in corrispondenza del capo del gigante, quasi ad evidenziare la negatività del soggetto.

In conclusione una statua a mio parere affascinante e superba, che esalta le virtù morali senza oscurare quelle fisiche.

Ghoul

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